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Apple si piega all’Europa: addio monopolio dell’App Store

Salve amici,

oggi parliamo di nuovo di un capitolo che riguarda l’informatica e più precisamente della DMA (Digital Markets Act) che sta per dare un duro colpo ad Apple. Per decenni, Apple ha regnato incontrastata sull’App Store, l’unico portale per installare applicazioni su iPhone e iPad. Ma il vento del cambiamento soffia da Bruxelles: l’Unione Europea ha imposto questa nuova legge, il Digital Markets Act (DMA), che costringe la società di Cupertino ad aprire le porte a store alternativi. In questo articolo cercherò di fare più chiarezza in modo da non farci trovare impreparati.

apple unione europea apple store store alternativi ios
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1. L’Unione Europea detta Legge: Stop al Monopolio di Apple

Il Digital Markets Act è una normativa entrata in vigore il  1° novembre 2022  e diventerà applicabile il 2 maggio 2023. Entro due mesi da tale data, le società che forniscono servizi principali della piattaforma dovranno notificare alla Commissione se soddisfano le soglie quantitative e fornire tutte le informazioni pertinenti. La Commissione avrà quindi 45 giorni lavorativi per adottare una decisione che designa uno specifico gatekeeper. I gatekeeper designati avranno un massimo di sei mesi dalla decisione della Commissione per garantire il rispetto degli obblighi e dei divieti stabiliti nella DMA.

La DMA è uno dei primi strumenti normativi a regolamentare in modo completo il potere di gatekeeper delle più grandi aziende digitali. La DMA integra, ma non modifica, le regole di concorrenza dell’UE, che continuano ad applicarsi pienamente.

Il Digital Markets Act (DMA) stabilisce una serie di criteri oggettivi chiaramente definiti per identificare i “gatekeeper”. I gatekeeper sono grandi piattaforme digitali che forniscono i cosiddetti servizi principali della piattaforma, come ad esempio motori di ricerca online, app store, servizi di messaggistica. I gatekeeper dovranno rispettare le cose da fare (cioè obblighi) e da non fare (cioè divieti) elencate nel DMA.

Esempi di “cose ​​da fare”:

  • consentire a terzi di interagire con i servizi propri del gatekeeper in determinate situazioni specifiche;
  • consentire ai propri utenti aziendali di accedere ai dati generati durante l’utilizzo della piattaforma del gatekeeper;
  • fornire alle aziende che inseriscono pubblicità sulla propria piattaforma gli strumenti e le informazioni necessari affinché inserzionisti ed editori possano effettuare la propria verifica indipendente dei propri annunci ospitati dal gatekeeper;
  • consentire ai propri utenti business di promuovere la propria offerta e concludere contratti con i propri clienti al di fuori della piattaforma del gatekeeper.
  • Dare agli sviluppatori più scelta e autonomia nella distribuzione delle loro app.
  • Offrire agli utenti una maggiore varietà di app e prezzi più competitivi.
  • Promuovere l’innovazione nel settore delle app.

Esempi delle cose da non fare:

  • trattare i servizi e i prodotti offerti dal gatekeeper stesso in modo più favorevole nel posizionamento rispetto a servizi o prodotti simili offerti da terzi sulla piattaforma del gatekeeper;
  • impedire ai consumatori di collegarsi ad aziende al di fuori delle loro piattaforme;
  • impedire agli utenti di disinstallare qualsiasi software o app preinstallata se lo desiderano;
  • tracciare gli utenti finali al di fuori del servizio principale della piattaforma dei gatekeeper allo scopo di pubblicità mirata, senza che sia stato concesso un consenso effettivo.
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2. Pro e Contro: nuove opportunità o caos controllato

L’apertura di Apple a store alternativi presenta diversi vantaggi:

  • Maggiore scelta per gli utenti: Più store significheranno più app disponibili e una maggiore concorrenza sui prezzi.
  • Più opportunità per gli sviluppatori: Potrebbero emergere nuovi store con commissioni più basse e modelli di business più favorevoli.
  • Minore controllo di Apple: L’azienda sarà costretta a rivedere il suo modello di business e ad adattarsi a un mercato più competitivo.

Tuttavia, non mancano le criticità:

  • Frammentazione dell’ecosistema: Avere più store potrebbe rendere più difficile per gli utenti trovare le app che cercano.
  • Problemi di sicurezza: Store alternativi potrebbero non avere gli stessi standard di sicurezza dell’App Store, con possibili rischi per la privacy e la sicurezza degli utenti.
  • Perdita di controllo per Apple: L’azienda potrebbe perdere parte del suo potere e della sua capacità di innovare.

3. La privacy: un baluardo conteso

La privacy è da sempre un cavallo di battaglia di Apple. L’azienda si è sempre opposta a qualsiasi apertura che possa mettere a rischio i dati degli utenti. L’UE, dal canto suo, sostiene che la concorrenza possa migliorare la privacy, offrendo agli utenti più scelta su come i loro dati vengono utilizzati. La società di Cupertino oltre a preparare nuove API per gli sviluppatori sta cercando anche di rendere consapevoli i propri utenti con un lungo post per cercare di mantenere il baluardo della privacy.

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4. Considerazioni finali: un nuovo futuro per l’App Store?

L’apertura di Apple a store alternativi rappresenta una svolta epocale. È ancora troppo presto per prevedere l’impatto di questa decisione, visto che il tutto avverrà con l’aggiornamento ad iOS 17.4 previsto per i primi di marzo. Tuttavia, è ancora troppo presto per fasciarsi la testa, ma è chiaro che il futuro dell’App Store sarà più competitivo e aperto, con nuove opportunità e sfide per la mela, sviluppatori e utenti.

La partita è appena iniziata.

Cosa ne pensate?

fatemelo sapere nei commenti.

Alla prossima!!!

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