Il Pixel 9
Ciao a tutti! Oggi vi porto con me in una nuova avventura: il mio epocale passaggio da iOS ad Android.
Prima di partire, lasciatemi fare un velocissimo tuffo nel passato. Ho una storia lunga con i cellulari, iniziata nel lontano 1995 con un glorioso Motorola Microtac Gold. Da lì, sono passato per l’8700, l’8900 e lo Startac 130. Poi è arrivato un “altro pianeta”: l’esperienza Nokia (dal 6150 all’affidabile 9300i dei Communicator). Qualche anno con BlackBerry (9700 Bold e Storm) e, finalmente, alla fine del 2008, ho iniziato la mia lunghissima storia d’amore (o forse d’abitudine?) con l’iPhone: 3gs, 4s, 5. Una breve e poco convinta scappatella con un Samsung Galaxy, per poi tornare fedelmente all’iPhone 7, X, fino al mio ultimo iPhone 12.
Come avrete capito, non sono uno che cambia smartphone spesso. Volente o nolente, un po’ di esperienza me la sono fatta. Forte di questo bagaglio, ho deciso, dopo un attento ragionamento, di migrare ad Android. Le motivazioni? Le avevo già elencate in un post su Threads che, a mia sorpresa, ha suscitato un bel po’ di interesse!
Per chi non l’ha letto, ecco un riassunto delle motivazioni che mi hanno spinto a dire “Addio a iOS” per abbracciare Android:
- iOS non è più innovativo: Sinceramente, credo che in Apple abbiano smarrito il significato di innovazione nel mondo smartphone.
- Il gap è sparito: Quella differenza abissale che c’era una volta, oggi si sta rivoltando contro di loro.
- Voglia di provare Android stock: Avendo avuto in passato un’esperienza agrodolce, volevo la purezza.
Volevo un’esperienza Android stock e, dopo un’indagine di mercato in rete (che è una giungla!), la scelta si è ridotta a due: Motorola o Pixel. Ho scelto lo smartphone di Google per due motivi che mi hanno convinto:
- I 7 anni di aggiornamenti garantiti.
- Android è sviluppato da Google (Pixel), proprio come iOS da Apple (iPhone).
L’unica differenza è il taglio di memoria: ho optato per i 256 GB.
Indice dei contenuti
Unboxing
La confezione è un po’… machiavellica. Le due linguette sotto e la copertina finissima con lo smartphone stilizzato hanno reso l’apertura più complicata del solito. Ma con pazienza certosina, ce l’ho fatta senza danneggiare nulla!

Sollevato il coperchio, ecco cosa mi è apparso davanti agli occhi:
- Il device incartato.
- Il cavo USB-C per ricarica e trasferimento dati.
- Le spiegazioni multilingue.
- La linguetta per aprire lo sportello della SIM.
Niente custodia e niente alimentatore, ormai ci siamo abituati.
Ho scartato l’oggetto del desiderio: un parallelepipedo di alluminio e vetro con rifiniture che sanno di top di gamma. È piacevole da tenere in mano, anche se devo confessarvi che è leggermente più pesante del mio vecchio iPhone 12. Dopo qualche minuto di scrupolosa osservazione, ho dato il via alla migrazione.
Migrazione
Ero terrorizzato dal passaggio, ma la procedura è stata incredibilmente semplice. Ecco i passaggi che ho eseguito per portare i miei dati nel mio nuovo Pixel 9 da 256 GB:
- Ho eseguito il backup del mio iPhone 12 su iCloud.
- Ho disattivato iMessage e Face Time, come suggeriscono le istruzioni.
- Fatto questo, ho tolto la SIM dal “vecchio” e l’ho inserita nel “nuovo”.
- Ho acceso il mio Pixel 9 e, dopo la prima configurazione, mi è apparso il suggerimento: “Passa ad Android”.
Qui mi è scappato un sorriso! Vi chiederete perché: semplice, il trasferimento avviene proprio tramite il cavo in dotazione all’iPhone!
Appena Pixel e iPhone si sono riconosciuti, sul display di Android è apparsa una finestra dove ho potuto scegliere i dati da trasferire: rubrica, registro chiamate, foto, video e applicazioni.
La migrazione è durata circa 40 minuti nel mio caso, ma alla fine mi sono ritrovato il nuovo telefono con tutte le mie applicazioni compatibili e le stesse configurazioni dell’iPhone. Oggi, con mia grande sorpresa, il processo si è notevolmente semplificato ed è spiegato in modo chiarissimo nella configurazione del Pixel stesso.
In passato, l’ostacolo principale era proprio il trasferimento di rubrica, foto e app come WhatsApp, Telegram, Signal, ecc. Oggi è una passeggiata!
Le mie prime conclusioni
Vi confesso, sono rimasto meravigliato da tanta semplicità ed efficienza.
Come vi avevo accennato, la mia precedente esperienza con Android non era stata felice, quindi ero molto curioso dei progressi di cui tutti parlano. Appena è diventato operativo ho iniziato a “smanettarci” e devo dire che la fluidità mi ha lasciato a bocca aperta: non si è mai bloccato o “incantato”.
Per quanto riguarda la grafica, vince ancora iOS: è più curato e alcune applicazioni sono ottimizzate meglio. Le automazioni, il gestore delle password (io uso Bitwarden) e il wallet funzionano in modo diverso.
Devo anche ammettere che, anche il Pixel, per certi versi, risulta bloccato nella personalizzazione come l’iPhone. Ma, arrivando da iOS, non mi fa né caldo né freddo per l’utilizzo che ne faccio io.
Però ho notato una differenza sostanziale tra i due sistemi operativi mobili: con iOS fai quasi tutto dalle impostazioni, con Android devi configurare le singole applicazioni.
Sulle notifiche, le filosofie sono diverse, ma devo dire che la gestione di Android, a mio avviso, è nettamente migliore di quella di iOS, sempre per come utilizzo io lo smartphone.
Il display è fantastico (120 Hz), un po’ meno l’illuminazione adattiva che non è molto reattiva, ma il feedback della scrittura è superlativo. A mio parere, molto meglio di iPhone!
Altra cosa che apprezzo: la possibilità di sbloccare lo smartphone sia con il volto sia con l’impronta è molto pratica nell’utilizzo quotidiano.
Ho iniziato a usarlo quotidianamente e tra qualche settimana posterò un altro articolo con le mie impressioni dopo un mese di utilizzo.
Cosa ne pensate di questa mia scelta? Fatemelo sapere nei commenti! Vi ricordo di seguirmi sui social!






